Il norvegese delle foreste
La storia del gatto delle foreste norvegesi è ricca di leggende legate al popolo dei Vikinghi.
Nella mitologia nordica si trovano diversi riferimenti ad un grosso gatto simile alla lince che accompagnava i viaggi in nave.
Si narra che Freyja, la dea dell’amore e della fertilità viaggiasse su un carro trainato da due grossi gatti dal pelo lungo alla ricerca del consorte e anche che Thor, dio del tuono, dovette affrontare una prova di forza che consisteva nel sollevare un grosso gatto.
Negli anni trenta il gatto delle foreste norvegesi rischiò l’estinzione a causa dell’intervento dell’uomo sull’ambiente.
Il contatto con i comuni gatti di casa portò ad incroci sempre più frequenti e divenne sempre più raro trovare esemplari con il caratteristico mantello lungo e folto dei norvegesi.
E’ solo grazie ad alcuni ammiratori che negli anni ‘40 cercarono di preservare la razza se oggi il Norvegese si presenta ancora con le sue originali caratteristiche.
Bisogna però arrivare al 1972 per vedere per la prima volta riconosciuta la razza dalle associazioni Norvegesi con il nome di Norsk Skogkatt.
Non fu facile per la mancanza di esemplari “puri” iniziare un piano di allevamento , ma nel 1973 una femmina di nome Pippa Skogpuss si accoppiò con il maschio Pans Truls.
Nel 1977, quando vi erano circa 150 gatti delle foreste norvegesi registrati, la FIFé riconobbe in Pans Truls lo standard con cui si sarebbe identificata l’intera razza.
Il gatto delle foreste norvegesi era finalmente riconosciuto ufficialmente come razza.
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